“Nessuno verrà licenziato, se necessario rinuncerò al mio stipendio!”

Nella crisi del Coronavirus, l’amministratore delegato di LIQUI MOLY, Ernst Prost incoraggia la sua squadra e i suoi clienti di tutto il mondo

Marzo 2020 – l’economia globale è sull’orlo dell’abisso a causa della pandemia di Coronavirus e il suo sviluppo è più incerto che mai. Consapevole di ciò, lo specialista tedesco di oli e additivi LIQUI MOLY prende una chiara posizione. "Nessuno verrà licenziato. Se dovesse succedere, rinuncerò al mio stipendio”, così ha promesso l’amministratore delegato Ernst Prost ai suoi dipendenti. 

All'inizio della settimana, Ernst Prost aveva stupito i suoi dipendenti LIQUI MOLY con un premio di 1.000 euro. "Come motivazione e come segnale di sicurezza, che durante la crisi potrà presto essere sconvolta".

Ora è seguita una garanzia sul posto di lavoro: "Con la paura e la preoccupazione si vive male e non si possono fare grandi cose. Per questo vi ho promesso che non avreste dovuto subire alcuna perdita finanziaria. Nessuno verrà licenziato!” Questo vale per tutti i dipendenti, nazionali e delle affiliate in Spagna e Portogallo, Italia, Francia, Sud Africa e Stati Uniti. A ciò si aggiungano i dipendenti in Danimarca, Regno Unito, Belgio e Olanda, Thailandia, Cina, Giappone e India. "Non è solo l'attività a essere globale, ma anche la responsabilità. Ovunque i colleghi devono poter sfamare le loro famiglie”.

Per l'amministratore delegato la tutela della salute dei suoi dipendenti e delle loro famiglie è di priorità assoluta. "D'altro canto, cerchiamo di mantenere l'azienda in funzione per il più tempo possibile. Uno contraddizione impegnativa ma necessaria”, ed Ernst Prost lo sa. Ciò presuppone il funzionamento delle catene di approvvigionamento, così come quelle delle vendite. "Finché tutto questo sarà garantito, continueremo a produrre"

Inoltre, per l’amministratore delegato è importante continuare a pagare puntualmente i salari in misura completa. Proprio ora, nonostante le misure di salvaguardia adottate prima del Coronavirus, gli ordini sono diminuiti drasticamente e i ricavi conseguenti sono bassi. Per quanto riguarda l'anno in corso, LIQUI MOLY dovrà generare un totale salariale, comprensivo di contributi previdenziali, pari a circa 57 milioni di Euro. "Sono questi i compiti che ci troviamo ad affrontare da giorni, 24 ore su 24", ha affermato Ernst Prost. Per ogni eventualità, si compierà un ulteriore passo in avanti: "Se la situazione lo richiederà, rinuncerò al mio stipendio. Tutti si sacrificano, ecco perché il capitano deve essere un modello di cui la squadra si può fidare”.

Il direttore generale non solo si vede responsabile nei confronti dei suoi co-imprenditori, ma anche nei confronti dei suoi clienti di tutto il mondo. "Laddove potremo essere utili, lo saremo. Le prime richieste di aiuto mi sono già pervenute personalmente, per esempio dal Messico. In questo paese non solo il nuovo virus è dilagato, ma anche l’inflazione e la violenza mettono a dura prova la vita delle persone”. Si farà tutto il possibile per portare la merce, la base per l'attività dei clienti, ai partner. All'estero, Ernst Prost ritiene che la situazione sia più minacciosa rispetto alla Germania, perché nella maggior parte dei paesi il potere economico e i programmi di aiuti statali non sono comparabili con quelli della Germania. Uno sguardo all'Italia mostra situazioni apocalittiche. "Alcuni paesi già indeboliti sono ormai a terra. Restiamo fermi il più a lungo possibile”.

Peter Szarafinski


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