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"Uomo in mare – facciamo in fretta“ – non conta il portafoglio, ma i posti di lavoro!

Ernst Prost nella sua circolare sul "reperire il possibile per tutti" anche e proprio in tempi di crisi

Cari clienti,

 

oggi il grido "uomo in mare" si sente decisamente spesso. Non come grido di aiuto, ma inteso come ordine all'ufficio personale.

Non da noi! Abbiamo un piano, una ricetta, per mantenere la motivazione di 1000 persone e mettersi al lavoro fiduciosi nonostante il corona virus. Da non ci saranno cassa integrazione, licenziamenti o decurtazioni di stipendio. Per questo siamo la squadra più forte che c'è. Nessuno si tira indietro, tutti fanno la loro parte e io stesso ho rinunciato al mio compenso – completamente. Nella nostra azienda tutti mostrano consapevolezza e attenzione sul lavoro, in fabbrica, nelle spedizioni – proprio come personale infermieristico e ospedaliero e medici fanno coi pazienti: pronti al sacrificio.

1000 persone orgogliose, che mostrano all'esterno come la loro azienda si dimostra verso la squadra, i lavoratori e gli impiegati nei tempi di crisi. Questo trasmettiamo al resto del mondo: ai clienti, ai vicini, agli amici. E naturalmente anche alla stampa. Tutto ciò che facciamo e ciò che ci preoccupa sarà comunicato sulla nostra homepage. Questo ci porta approvazione, ci porta conferme, ci porta riconoscimento.

E lo stesso vale per i nostri negozi. La gratifica pasquale è costata 500 euro per ogni collaboratore. Prima ci sono stati 1000 euro  – quindi in totale 1,5 milioni di euro di indennità per lavori a rischio. I soldi spesi meglio! E molti, tra colleghi e colleghe, hanno veramente bisogno di soldi in questo momento. Lo stesso vale anche per altri settori, dove invece le aziende furbette passano a riduzioni di orario o licenziano personale, rimbalzando così i costi del personale sulla comunità mentre se ne stanno sedute su montagne di denaro. E chi ha prodotto tanta ricchezza? Proprio le stesse persone che ora vengono lasciate a sé stesse. Purtroppo molte aziende irresponsabili stanno mettendo in atto le stesse porcherie. Dimenticano i milioni e i miliardi di profitti degli ultimi anni. Due mesi di vento contrario – solo due mesi e tutti già si sbracciano contro lo stato e urlano "uomo a mare" non come richiesta d'aiuto, ma come ordine!

NOI non lo facciamo! NOI ci prendiamo la responsabilità dei nostri negozi, dei nostri collaboratori, dei nostri clienti, della nostra società e del nostro paese. Ci ricordiamo tutti ancora benissimo della crisi finanziaria del 2008 e 2009. Anche allora abbiamo tenuto la stessa condotta. Altri hanno ridotto salari, licenziato e applicato la cassa integrazione per stabilizzare il proprio fatturato gravando sulle spalle dei propri dipendenti. È una m...! Ed è stupido! Siamo arrivati a questa crisi molto più forti, perché abbiamo fatto quello che faremo anche stavolta. Sappiamo cosa stiamo facendo e sappiamo che non è solo giusto, ma che è anche l'unico modo decente di trattare i propri collaboratori! Le persone di stiamo parlando sono le stesse che permettono alle aziende e alle imprese di avere milioni o miliardi di profitto. Non bisogna mai dimenticarlo, in tempi di crisi!

Le persone, dal canto loro, non dimenticano quello che l'azienda ha fatto per loro in situazioni difficili, lasciandole nella polvere o, invece, sostenendole - sostegno nella lotta per la sopravvivenza dell'azienda e quindi dei rispettivi posti di lavoro, ma naturalmente anche per garantire la fonte dei futuri profitti dell'azienda.  Chi deve farlo? Pensateci almeno tre volte. Dubito che in questa situazione sia opportuno mandare a casa tutti coloro che svolgono queste mansioni solo per risparmiare sui costi salariali grazie a cassa integrazione e licenziamenti e gravare sulla collettività. Si tratta invece di conservare soprattutto l'importanza sociale delle imprese e non solo il massimo profitto. Non conta il portafoglio. Contano invece i posti di lavoro, la creazione di valore, il gettito fiscale e i contributi di datori di lavoro e lavoratori nel nostro ottimo sistema previdenziale. Non si tratta di uno spasmodico attaccamento al poco per pochi, ma del reperire il possibile per tutti. E il possibile non è poco, anche o proprio in tempi di crisi! 

 

Il vostro

Ernst Prost

Amministratore delegato


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