• 14/04/2020
  • Corona-Krise

"Stai zitto e basta – ma è snervante!"

La “forza creativa umana e l’inventiva associata” sono state finora trascurate ingiustamente nei “calcoli”, spiega Ernst Prost

Gentili colleghe, cari colleghi.

Quando sento e leggo tutto ciò che dicono i nostri economisti, teorici, esperti auto proclamati, i nostri politici e chi altro si sente in dovere di sparare a zero sul nostro futuro economico, mi si rivolta lo stomaco. "La crisi peggiore dai tempi di Alessandro il Grande", "un declino senza precedenti". E’ chiaro che non ci sarà un miglioramento così rapido e che, con ogni probabilità, anche il nostro prodotto interno lordo peggiorerà rispetto agli ultimi anni; questo lo sa chiunque. Ma prevedere con precisione il calo del prodotto nazionale lordo e l'aumento della disoccupazione al decimo di punto percentuale dopo la virgola è ciarlataneria. Gli stessi governanti non sanno nulla di preciso! Altrimenti non si giungerebbe sempre a previsioni e opinioni diverse. Lo ripeto ormai da decenni: "La congiuntura non è quello che sta accadendo e quello che prevedono i sapientoni, ma ciò che fa l'economia con le sue imprese e le sue squadre". L'accento è posto sul "fare", non sul "guardare la sfera di cristallo”. Ammesso che questi scenari di recessione e apocalittici siano anche infondati e sbagliati, una cosa riescono sempre a fare, ovvero quella di sconvolgere e spaventare la gente. Ma come si può? Che senso ha tutto questo?

Tutti sanno che l'economia ha molto a che fare con la psicologia e se poi alcuni "super esperti" autoproclamati dalle  conoscenze specifiche sanno prevedere la scomparsa totale o parziale dell’Occidente, non c'è bisogno di sorprendersi se la gente smette di consumare e, di conseguenza, le imprese non investono nemmeno più. Si tratta di profezie negative che si auto-avverano e, purtroppo, portano poi anche in realtà al vortice discendente innescato. Non chiedo a nessuno di descrivere la situazione in modo più roseo di quanto non sia, ma anche le tinte scure non aiutano. E poi sempre queste formulazioni brutali dalle pretese apocalittiche. Perché non dicono subito: "La fine è vicina?". Risulta evidente come questi signori amino superare gli altri con previsioni ancora più drastiche nelle loro profezie...

Basta star zitti e osservare come le aziende, gli artigiani, gli imprenditori, i dipendenti e i lavoratori se la caveranno in questa battaglia. Le previsioni già non sono corrette in tempi normali. Uno sguardo alla fine dell'anno precedente rivela ogni volta le inesattezze di ogni previsione. Dopo tutto, chi dice che dopo la quarantena forzata le persone non abbiano doppiamente voglia di consumismo, di andare al ristorante, caffè, cinema, o il desiderio di nuove auto e vacanze? Chi dice che dopo questa crisi non prenderanno piede delle tecnologie completamente nuove, nuovi modi di lavorare, nuovi mercati , dando un nuovo slancio e alimentando il prodotto nazionale lordo invece di rovinarlo? Queste “operazioni di calcolo” ormai non servono più a nulla, perché non tengono conto della componente dinamica di un’economia stabile e forte: cioè la forza creativa umana e la relativa inventiva. A chi serve veramente sentire che stiamo scivolando nella più grande crisi vista finora? Proprio a nessuno. La cosa principale è fare paura…. Per favore, cari dirigenti istituzionali, ricercatori di mercato e dirigenti istituzionali, tenete la bocca chiusa una buona volta. Lasciate lavorare in pace gli imprenditori, artigiani, operai, impiegati e i lavoratori autonomi. Tra qualche mese potrete spiegarci perché le vostre previsioni negative sull’andamento dei nostri risultati economici erano sbagliate. Ma ora smettetela di sbandierare ogni giorno cattive notizie al paese. Questo è snervante - ed è dannoso!

Con i miei migliori saluti

Ernst Prost