• 16/04/2020
  • Corona-Krise

"Rilassiamoci!"

Il perché l'azienda stia adottando un approccio anticiclico proprio in questo momento, investendo in “mercati, persone e nel nostro marchio”, Ernst Prost lo spiega qui

Cari co-imprenditori, cari collaboratori, cari “co-fruitori”,

Io sono ancora uno della vecchia scuola. Quasi un fossile, o almeno in pericolo di estinzione. Ho iniziato la mia carriera come apprendista, diventando poi meccanico d’auto con una settimana lavorativa di 45 ore e una paga di 80 marchi al mese. Anni dopo la paga era aumentata, certo, ma lo erano anche le ore di lavoro, invece di ridursi. Ovviamente si desidera far carriera per avere poi una vita migliore... Era del tutto normale lavorare mezza giornata a Capodanno – e anche alla vigilia di Natale. E col cavolo che iniziavamo a scambiarci gli auguri di Buon Natale e un Felice Anno Nuovo a metà novembre! Il venerdì era un normale giorno lavorativo, e i giorni di ferie erano 21 all’anno.

Alle orecchie dei giovani, questo può magari suonare come una sorta di schiavitù, o almeno un mostruoso squilibrio per quanto riguarda la “work-life balance”. Godersi la vita, rilassarsi, riposare, ristorarsi, prendersi una pausa dal lavoro e allo stesso tempo ritrovare se stessi, avere weekend lunghi e settimane lavorative corte, per poi lamentarsi ancora di una stressante settimana di quattro giorni e mezzo. Ma il lavoro è davvero qualcosa di così terribile da doverlo ridurre ancora di più? Sarebbe triste e sbagliato. Da cosa ci si potrebbe rilassare e che cosa ci farebbe piacere? Il lavoro comporta soddisfazione, riconoscimento, autoaffermazione e la sensazione di aver prodotto qualcosa di positivo.

Penso persino che il lavoro sia una parte essenziale di un’esistenza gratificante. Provate a chiederlo a una persona disoccupata – indipendentemente dal denaro e dai contatti sociali che si creano attraverso il lavoro. Se l’unica cosa sacra è il tempo libero e l'opposto è percepito come fatica o qualcosa di brutto, c'è qualcosa che non va. Ma la noia serve a qualcosa? Non mi piace questa formula di “work-life-balance”. È sbagliata. Come se la vita e il lavoro fossero contrapposti.

Il lavoro fa parte della vita. E ne è anche una parte importante. Auguro a chiunque di avere un lavoro appagante da svolgere con piacere e gioia. Il lavoro conferisce un senso alla propria vita – anche per gli altri e la collettività (basti pensare a chi lavora nel settore dell’assistenza sanitaria). Naturalmente, devono essere congrui sia le relazioni sia il tempo speso. Ecco perché ho vietato categoricamente gli straordinari.

Durante i miei “anni scapestrati” ho sempre aspettato che i nostri concorrenti approfittassero di un lungo weekend, che chiudessero le porte per le ferie aziendali o che fossero assenti per qualsiasi altro motivo, lasciando la loro “roccaforte” incustodita e abbandonata. Abbiamo sempre saputo approfittare di questi momenti. Quando i nostri concorrenti erano chiusi per le ferie aziendali, siamo andati dai clienti con le offerte più incredibili. In occasione di alcune festività siamo usciti allo scoperto con campagne e attività sorprendenti, sfruttando in questo modo il vantaggio temporale. Prima che gli altri tornassero al lavoro avevamo già raggiunto i nostri obiettivi. Questa tattica di “lavorare per ottenere un vantaggio durante l'assenza dell'avversario” con una mossa sorprendente è qualcosa che amo tuttora.

Anche ora, nella crisi, stiamo facendo il nostro gioco in base a queste regole. È pazzesco: la maggior parte si mette al riparo, tagliando i propri budget e congelando ogni tipo di attività, oppure si chiude in casa e aspetta che tutto sia finito. NOI facciamo il contrario, cogliamo l’opportunità intrinseca di ogni crisi, adottando un approccio anticiclico e investendo proprio in questo momento nei mercati, nelle persone e nel nostro marchio.

E aggiungiamo ancora altri 200 spot televisivi... Il solo effetto sorpresa vale la pena!! Ora dobbiamo darci dentro, amici! Sfruttiamo questo vantaggio sul campo – e il vantaggio in termini di tempo – e l'elemento sorpresa. Facciamo il possibile per ottenere il massimo da ciò che stiamo già facendo. Potremo poi rilassarci in un secondo tempo – quando avremo vinto la partita.

Vi saluto pieno di energia e di gioia,

Il vostro

Ernst Prost

Amministratore delegato