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Spingere la barca in avanti, ma cosa c'è dietro?

Cari e stimati giornalisti e redattori,

il nostro rapporto trimestrale, con cifre piuttosto buone, ha incuriosito molti di voi. Cosa si nasconde dietro a questi numeri? Come si presenta dietro le quinte e nella nostra vita quotidiana?
Vorrei rispondere a queste domande immediatamente e di getto, senza usare nemmeno una volta le parole coronavirus, fallimento pandemico o gestori pasticcioni della crisi.
Sento abbastanza scuse ogni giorno. Purtroppo sempre di più dai nostri fornitori. Questo ci porta alla prima pietra intorno al collo: Carenza di materie prime su e giù. I nostri serbatoi sono vuoti. Viviamo alla giornata e spremiamo ogni goccia di olio dalle nostre tubature per poter continuare a effettuare le consegne. Force Majeur - forza maggiore - ecco la risposta che riceve il nostro ufficio acquisti quando chiediamo delle date di consegna. Mentre normalmente viaggiamo con carichi navali da 5.000 tonnellate dal Mare del Nord alla nostra fabbrica nel Saarhafen a Dillingen, ora ci muoviamo a stento lungo strade statali e autostrade con camion da 30 tonnellate.. Poco redditizio, costoso e per nulla ecologico. Materie prime, materiali di imballaggio, taniche e fusti, chiusure, cartoni e pellicole. Mancano da tutte le parti. Per alcuni il lockdown si è rivelato un knock-down... Gli ampliamenti delle fabbriche e le riparazioni vengono messi in secondo piano, poiché anche i laboratori artigianali e le ditte di assemblaggio si lamentano della mancanza di ricambi e materiali. 
Ma cosa succede? Certamente questa “strozzatura nel tubo di rifornimento” non è dovuta alle poche navi rimaste bloccate nel canale di Suez per alcuni giorni. Credo piuttosto che l’una o l’altra azienda preferisca ancora ciondolare sul divano, indulgere nell’home office e utilizzare la cassa integrazione per risparmiare sui costi invece di rimboccarsi le maniche. Ecco tutto quello che c’è da dire sulla tragedia degli approvvigionamenti che stiamo subendo ora. 
E quello che riceviamo costa un occhio della testa... Un’esplosione dei prezzi ha scosso la nostra capacità di guadagno – tra il 10% e il 20% di aumento dei prezzi dei nostri rifornitori “a partire da domani“ non è raro... Prevediamo di incorrere in ben 20 milioni di euro di costi aggiuntivi nell’anno in corso solo per gli acquisti di materiale in fabbrica. Ovviamente, anche noi cerchiamo di ribaltare questi aumenti di costo ai mercati tramite l'aumento dei prezzi. Ma provate a farlo in paesi le cui economie sono al minimo e dove l’inflazione sta salendo alle stelle. 
A proposito di export: due terzi delle nostre attività si svolgono all'estero. In circa 150 paesi.
Sapete cosa manca al momento? I normalissimi container. Tutti pensano che c’è la crisi e poi non ci sono container marittimi e neppure sufficienti possibilità di trasporto. Tutto esaurito. Tutto occupato, tutto in alto mare tra l’Asia e l’Europa. Crisi? Compra finché non scoppi. È piuttosto così che vanno le cose. A volte aspettiamo settimane e mesi prima che ci vengano nuovamente assegnate delle opportunità di trasporto per la nostra attività di esportazione all'estero – indipendentemente dalla direzione. Anche questo non è divertente. 
In breve: sul davanti entra ben poco e da dietro esce solo a stento. Nel mezzo lavoriamo su 3 turni per raggiungere i nostri obiettivi nonostante le circostanze avverse, e per rimanere sulla strada del successo e non lasciarci abbattere. Io dico spesso: “La debolezza del nostro avversario è la nostra forza“ Non solo nello sport, ma anche negli affari, sei bravo solo quanto il tuo avversario, la concorrenza, ti permette di esserlo. Ma al momento siamo bravi solo se i nostri fornitori lo rendono possibile tramite un approvvigionamento affidabile di merci.... Non avrei mai pensato che potesse succedere nuovamente. Un po' stupido quando sei all'attacco e i rifornimenti sono lenti. Ma finché non scopriremo un pozzo di petrolio a Ulm o a Saarlouis, dovremo accontentarci e andare avanti.
Noi lo chiamiamo competenza in materia di compensazione delle incompetenze. Bella espressione. L’ho letta da qualche parte. Tra l’altro, c'è una situazione simile anche nel settore edilizio – così ho sentito dire.
Auguro a tutti voi una buona giornata. Rimanete in salute e di buon umore.

Con i miei migliori saluti
Il vostro


Ernst Prost
Amministratore delegato
 


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