• 29/04/2020
  • Corona-Krise

L’avarizia è stupida

Nella circolare odierna ai suoi colleghi, Ernst Prost spiega perché la parsimonia fraintesa non ha nulla a che vedere con l'attività imprenditoriale e perché è necessario investire proprio in tempi difficili

Gentili colleghe, cari colleghi,

 

Quando gli spilorci e i mercantacci prendono il controllo di un'azienda, questa è perduta. Questo tipo di manager-in dialetto svevo lo chiamiamo tra l'altro "palpa-papere” che vuol dire “tirchione”. Termine non molto fine, ma calzante. Il limite della scortesia si supera poi con questa perifrasi: “Quello lì si fa tagliare le palle per cinque Lire”. Lo riporto così com'è in questa sede, perché non credo che ci siano dei bambini che leggono le mie lettere. A proposito di ballo in mascherina con i ministri: Anche oggi per caso c'è stato qualche politico in qualche campo di volo che ha accolto un aereo con mascherine di protezione made in China?

E si ritorna al “palpa-papere”, l’alternativa al visionario con il vizio del gioco e al creatore con obiettivi ben precisi:

Scavando attraverso gli strati della parlata comune, del folclore e della saggezza popolare, si incontra uno dei sette vizi capitali: l'avarizia. Questo non ha niente a che fare con la parsimonia, ma piuttosto con il desiderio di naufragare da ricchi, con le tasche piene e il disprezzo della condivisione. "Non si deve chiedere quanto costa, ma cosa comporta" Ho ripetuto un centinaio di volte questa frase nella mia vita professionale, quando qualcuno non voleva investire manco a morire o nemmeno condividere. E se poi anche questo messaggio non veniva recepito, raccontavo la storia del contadino avaro il quale, oltre che senza fede e fiducia, non voleva fare il suo lavoro e quindi preferiva mangiare i semi piuttosto di affidarli alla terra, cosa che gli avrebbe reso un raccolto ricco nel giro di pochi mesi. Nella maggior parte dei casi, il messaggio veniva ricevuto per bene: "Chi vuole raccogliere deve seminare!"... Concimando, eliminando le erbacce, irrigando e proteggendo il campo. Qualche atto di semina, ovvero di investimento, probabilmente, non sarà negato per considerazioni commerciali, ma per pigrizia, paura presunta o avarizia - o per tutt’e tre le aberrazioni morali mentali... Stare seduti su un sacco di denaro invece di farlo fruttare – o addirittura regalarne una parte – non è il compito più nobile del commerciante e in più questa (cattiva) condotta non corrisponde per nulla alla volontà creativa e alla gioia che provano gli imprenditori vedendo la crescita del loro “bambino” e la creazione di posti di lavoro.

La parsimonia ha senso. Risparmiare significa prima di tutto evitare costi inutili. E su questo siamo tutti d'accordo. Risparmiare però significa anche prendere le dovute precauzioni per i tempi bui. Anche qui faccio riferimento a mia nonna: “Risparmia nel tempo, potrai averne bisogno” I tempi difficili ritornano sempre. Anche l'indigenza. Per favore, non crediate che questa crisi sia l'ultima. Ci saranno sempre "danni da raccolto" di ogni tipo. Sia a causa di inondazioni, siccità, parassiti, grandine, gelo, politiche sbagliate o Coronavirus. Dobbiamo dunque smettere di seminare, cioè di investire e non nutrire il nostro campo con amore fino al raccolto? Un tirchione e un codardo farebbero così, ma non un imprenditore. Parsimonia non è avarizia. L’avarizia è stupida. Avari e stupidi sono coloro che conoscono il prezzo di tutto, ma non il loro valore... Anche il risparmio costi quel che costi è stupido. Risparmiare dalla parte sbagliata spesso porta con sé brutte sorprese e costi elevati...

"Non ho mai corso dietro ai soldi. Ho sempre aspettato che venissero da me”. Il detto non è mio, ma mi piace.

Conclusione: Lavorare è un piacere. Fare soldi idem. Aiutare ha senso. L’avarizia è nociva. La crescita ci deve essere. Investire porta benefici. Chi vuole raccogliere deve seminare... bagnare le piante ed eliminare le erbacce. È così facile. Vi auguro un buon divertimento!

 

Il vostro

Ernst Prost

Amministratore delegato