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“Debiti buoni, debiti cattivi“

Nella circolare di oggi, l’amministratore delegato Ernst Prost spiega perché lo Stato possa, in tutta tranquillità, contrarre nuovi debiti per stimolare l’economia – diversamente da dieci anni fa

Cari co-imprenditori,

 

Dieci anni fa sono sceso in campo con decisione contro il debito pubblico. Ricordo ancora molto bene come ho flagellato tutti i politici esistenti perché non riuscivano a fare altro se non a indebitarsi. Allora, perché ieri ho detto: "che si tratti di uno o 2 bilioni di euro in più di debito, non importa anzi, è persino giusto per affrontare la crisi?" II calcolo è presto fatto e i retroscena del mio cambio di paradigma sono ancora più facili da spiegare:: Ben dieci anni fa, a mio avviso, eravamo sovraindebitati, per dirla in breve. Il nostro prodotto interno lordo, cioè i risultati economici della Germania sono stati di 2,5 bilioni di euro. In quel periodo avevamo un debito complessivo di circa 2 bilioni di euro. Ne deriva un rapporto debito/PIL dell’80% circa. Gli interessi che abbiamo dovuto pagare nel 2010 per questo debito ammontavano a 33 miliardi di euro. Nel 2008 erano di circa 40 miliardi di euro! Naturalmente questo denaro mancava da altre parti...

Ora, qual è la situazione riferita all'anno scorso, il 2019? Il debito è ancora grosso modo di 2 bilioni di euro circa. Anche se abbiamo ridotto il debito in qualche misura, in realtà è lo stesso debito del 2010, quando è stata introdotta in modo coerente e corretto la limitazione del debito. Ma il nostro prodotto interno lordo, il rendimento economico della Germania, si è evoluto in modo fantastico, passando da 2,5 bilioni di euro ai favolosi 3,4 bilioni di euro. Di conseguenza, anche il nostro rapporto debito/PIL è sceso dall'80% al 60%. Per fare un confronto: Gli Stati Uniti hanno un rapporto debito/PIL del 110% e il Giappone addirittura del 240%.

Quindi, con un rendimento economico molto maggiore, abbiamo ancora lo stesso debito – niente male per ora questo rapporto migliorato. E come si è evoluto il pagamento dei nostri interessi? Si tratta proprio di questi costi di finanziamento per i crediti che pesano annualmente sul bilancio federale. Come già detto, nel 2008 abbiamo versato circa 40 miliardi e nel 2010 circa 33 miliardi di euro di interessi. E nel 2019? Erano di circa 12 miliardi di euro... Molto bene! Vedete questo doppio effetto? Debito fermo (per così dire), con una forza economica molto più alta! E una drastica discesa degli interessi da pagare, grazie ai tassi di interesse bassi. Grande! Ciò significa naturalmente anche aria di nuovi debiti che dovremo assolutamente fare per terminare questa crisi e generare una nuova ripresa. Il denaro non costa nulla, come ho scritto ieri - certo, in parte abbiamo anche il curioso caso del tasso di interesse negativo sulle obbligazioni, che porta denaro allo Stato invece di costargli denaro quando si indebita, perché i tassi di interesse sono negativi per gli investitori. Quindi, meglio di così non si può...

Ancora un'ultima considerazione sul pagamento degli interessi e sul bilancio federale negli ultimi 10 anni: da qui si può vedere com’è andato il bilancio/budget annuale per il servizio del debito, cioè per gli interessi maturati. Il bilancio federale dieci anni fa era di circa 320 miliardi di euro, di cui 33 miliardi di euro per interessi sui debiti, come detto sopra. Il bilancio dello scorso anno è stato di circa 350 miliardi di euro, quindi molto di più, ma gli interessi sono stati di soli 12 miliardi di euro! Quindi, anche da questo punto di vista abbiamo spazio per investimenti pubblici volti a rilanciare l’economia. Non per combinare stupidaggini, ma per tornare in pista. E per questo l'amministrazione pubblica deve mettere mano al portafoglio. Come già detto, nel contesto attuale dei tassi d'interesse, potremmo persino riuscire a raddoppiare il debito, passando da due a quattro bilioni di euro senza pagare interessi molto più alti.

Cosa potrebbero fare lo Stato e l'economia con 2 bilioni di euro: risanare i ponti, modernizzare le scuole, rinnovare il sistema educativo, rafforzare il sistema sanitario dopo questa pandemia, attuare una svolta energetica e così via. Tutti compiti per i quali serve del denaro, ma che creano anche posti di lavoro e, al contempo, vanno a beneficio dell’intera società e del nostro futuro, Del resto la piena occupazione e un'economia prospera sono condizioni indispensabili per un gettito fiscale abbondante... E questo è ciò che, tra l’altro, vuole anche lo Stato sociale ed è ciò che deve urgentemente fornire a tutti i cittadini per svolgere tutti i compiti.

 

Il vostro

 

Ernst Prost


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