• 06/05/2020
  • Corona-Krise

“Coronavirus sotto controllo o tutto sotto il controllo del Coronavirus?”

L’amministratore delegato di LIQUI MOLY Ernst Prost parla del rilancio dell’economia

Gentili colleghe, cari colleghi!

A quanto pare siamo appena scappati ancora una volta dalle grinfie del diavolo. Ovunque esercizi di rilassamento – a seconda della regione e della giunta regionale... Un sacco di "flip-flopping" come dicono gli americani, cioè un passo avanti, uno indietro, un salto avanti e subito dopo uno indietro. Ebbene, perché un shutdown non si trasformi in un disastro si dovrà riaprire la baracca un po’ per volta. Con cautela – certo... Ma anche in modo coerente - per sfuggire anche qui alla morte economica. Il consumo deve rinascere. Comprare e vendere. Produrre e consumare. E di nuovo investire con fiducia, coraggio e vigore. Tutti - imprese e famiglie.

Ed è qui che sta la difficoltà. A lungo termine non serviranno miliardi di aiuti dallo Stato, cassa integrazione, prestiti e cose simili. I prestiti non fanno fatturato. Solo chi potrà riaprire la sua azienda avrà lavoro, fatturato e ricavi. I soldi distribuiti dall'elicottero, i tagli alle tasse o l’aumento dei sussidi per la cassa integrazione non servono a nulla se la gente non può andare a fare la spesa, ma sono anche un “dolce veleno” per quelli che chiedono più allo Stato di quanto non siano disposti a fare da soli. Coprire le necessità del momento va bene... aiutare egualmente. Ma l'alimentazione finanziaria non deve diventare una condizione permanente. Dobbiamo solo ripristinare le condizioni che avevamo prima del Coronavirus.

Ogni consumatore è anche un produttore e viceversa. In un'economia basata sulla divisione del lavoro, ognuno produce per tutti e tutti beneficiano da tutti. Quando tutti abbiamo un lavoro, abbiamo anche un reddito per andare a comprare. Suona semplicistico, ma è al centro della nostra economia di libero mercato. L'obiettivo è la piena occupazione, con salari e stipendi adeguati. Non è lo Stato che deve farlo, ma la società, i cittadini, le imprese con i loro dipendenti, quindi tutti noi. Ora è il momento dei creativi, degli operosi, dei laboriosi che credono in un futuro, che credono in se stessi, che che non vedono l'ora di inventarci e di fare qualcosa. Con il divieto di lavorare, perché altrimenti i soldi della cassa integrazione andranno a farsi benedire, non si riesce ad avere una ripresa. Con il termine "veleno dolce" mi riferisco anche a questo.

Il lavoro si trova sempre. C'è abbastanza da fare. Ovviamente, se l’interruttore si mette completamente su OFF e l'azienda scende a zero – come hanno fatto alcune imprese senza necessità impellente – non ci si deve stupire se poi “les jeux sont faits”. Non è colpa della crisi, ma di come si reagisce alla stessa. Ne ho abbastanza di esempi concreti.

Visto che stiamo sempre continuando a produrre e vendere, avremo bisogno di tutti i tipi di beni e servizi. Non sempre troviamo quello che ci serve: "Sapete, siamo in cassa, ci dispiace” E no, così non va bene. Ma non importa…. NOI continueremo a produrre e a colmare le lacune che la nostra concorrenza sta attualmente aprendo. Stiamo sfruttando le nostre opportunità, soprattutto nella crisi, perché non ce la svigniamo o ci affidiamo allo Stato, ma perché manteniamo la posizione e soprattutto ora stiamo facendo la cosa giusta, come deve essere!

Cordialmente

Il vostro

Ernst Prost