Da meccanico a impresario

Ernst Prost si è dedicato alle vendite. E a vincere. Quindi è logico che prima o poi sarebbe giunto ai vertici di un’azienda col potenziale di marchio mondiale. Ma prima che risvegliasse questo suo potenziale, il figlio di un’operaia bavarese e di un muratore terminò gli studi scolastici e il tirocinio costruendosi una solida base. Dopo aver imparato a fare il meccanico e una successiva “fase scatenata“, lavorò come apprendista venditore e poi come direttore marketing presso una nota azienda di prodotti per la cura dell’auto.

Nel 1990 fu assunto come direttore delle vendite e marketing presso LIQUI MOLY, finché nel 1998 diventò amministratore delegato unico. Tappe fondamentali della vita e del lavoro di Ernst Prost, alle quali da allora ne fece seguire altre come promotore ed ”enforcer”: per esempio il numero di dipendenti crescente di anno in anno, la continua espansione, l’acquisizione nel 2006 dell’azienda di produzione di oli minerali MÉGUIN a Saarlouis e l’ampliamento delle attività di vendita mondiale agli attuali 120 paesi.

Dalla formazione alla fondazione

Oltre alle vendite, Ernst Prost si è dedicato in particolare anche alle persone. Considera estremamente importanti valori quali l’amicizia, il rispetto, l’onestà, la modestia e l’umiltà. Guida la sua azienda sulla base di questi principi. Il suo team lo considera il massimo potenziale di LIQUI MOLY. Li chiama “consociati“, perché tutti partecipano e perché hanno reso l’azienda uno dei marchi di lubrificanti più amati. In tutto il mondo.

Questo orientamento verso i valori è anche un motivo per cui nel 2011 ha creato la FONDAZIONE ERNST PROST. Un’istituzione di pubblica utilità che aiuta le persone in difficoltà e che offre ai giovani un accesso più facile alla formazione e istruzione. “UBUNTU“ – Umanità, amore per il prossimo e interesse comune sono i pilastri della sua seconda fondazione caritatevole: la  ERNST PROST FOUNDATION FOR AFRICA. Il suo obiettivo è di agire sul posto contro la sofferenza, la miseria, la povertà e la disperazione, migliorando così le condizioni di vita delle persone in Africa.